Orvieto

Nei ritmi serrati che segnano i tempi del vivere odierno è piacevole talvolta concedersi il lusso di inoltrarsi per le vie di una città senza orari e senza fretta.

Potrà capitare di sentire aromi nuovi o dimenticati, profumi di giardini nascosti spandersi per l’aria, di essere sorpresi dalle  varietà cromatiche dei verdi, dei bruni e degli ocra, di ascoltare i rintocchi antichi delle campane che di tanto  in tanto soverchiano il brusio della città.

Siamo ad Orvieto.

Sostando con lo sguardo sulle case e sui palazzi si vedono affiorare le strutture più antiche, gli archi delle logge e dei portali, le fasce che decoravano le finestre delle case nobiliari cui i recenti restauri hanno dato nuova visibilità. Nel labirintico intreccio dei vicoli, nelle sue piazze e nei suoi edifici si può percepire la stratificazione dei secoli e delle mode.

A chi giunge ad Orvieto da Bolsena attraverso la SS71 la città si presenta col suo volto più bello, sorniona vi strizza l’occhio attraverso i riflessi dorati del suo famoso Duomo ed è altrettanto sorprendente quando si erge dal mare di nebbia o quando il suo profilo si delinea dietro la cortina di pioggia.

Il monumento più famoso della città è appunto il Duomo, ma pochi sanno la ragione della sua edificazione.
Era il 1263 quando un sacerdote boemo, Pietro da Praga, in pellegrinaggio per Roma, decise di fermarsi a Bolsena . Durante la messa celebrata nella chiesa di Santa Cristina, dubbioso della presenza di Gesù  Cristo nell’eucarestia, vide uscire dall’ostia consacrata sangue vivo che si riversò sul Corporale e sulle pietre dell’altare. Per ordine di papà Urbano IV, residente allora sulla rupe, la reliquia venne subito portata ad Orvieto e appena un anno dopo, con la bolla Transiturus, il pontefice istituì, per tutta la Chiesa cattolica, la solennità del Corpus Domini.
Da quel piccolo lenzuolo di lino destinato a portare le tracce del miracolo, nacque l’ispirazione di edificare una Cattedrale che conservasse il prodigioso segno divino e lo tramandasse intatto nel tempo,  fu così che il 13 novembre 1290 papà Nicola IV pose la prima pietra di quella che doveva essere  “la più bella di tutte le chiese del mondo”.  L’opera, progettata e diretta dall’architetto e scultore senese Lorenzo Maitani entrò nel novero di quei grandi capolavori di arte e teologia che contribuirono a riaffermare, lungo tutto il Medioevo, l’autorità della Chiesa di Roma sull’impero e sulle eresie, ma la Cattedrale di Orvieto doveva anche suggellare la fama di un ambizioso Comune i cui confini si erano ormai estesi dal monte Amiata fino al mar Tirreno.
Occorsero tre secoli per la sua costruzione, dal 1290 al 1607,  2500 maestranze e più di 150 artisti ed artigiani e neppure le guerre intestine tra le famiglie Monaldeschi e Filippeschi, la lotta contro i Catari, la terribile peste del 1348 e la successiva  decadenza civica impedirono agli orvietani di portare a termine questo capolavoro.

Quest’anno ad Orvieto e a Bolsena verrà festeggiato il Giubileo del miracolo, 750 anni dal miracolo di Bolsena.

Il Bed&Breakfast

Un accogliente appartamento situato ad Orvieto in Umbria, in pieno centro a pochi passi dal Duomo

Le Camere

La casa è disposta in modo tale che gli ospiti abbiano a loro completa disposizione tutta la zona notte composta da due camere matrimoniali, una camera tripla, due bagni con doccia e vasca ed un antibagno con lavabo ad uso esclusivo degli ospiti.

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